Festival

MALAKI MA KONGO è uno dei rari raduni cul­tur­ali africani (nel senso mod­erno del ter­mine) che viene svolto in Congo e nel mondo con i mezzi ed il sudore di artisti e uomini di cul­tura.
Cos­toro dunque inten­dono sal­va­guardare la loro lib­ertà d'espressione e l'indipendenza all'interno di tutte le opere cul­tur­ali ed artis­tiche.
L'organizzazione e soprat­tutto l'orientamento del fes­ti­val non vogliono avere influenze o ispi­razioni esterne alla log­ica cul­tur­ale africana.

Malaki ma Kongo: la festa del villaggio

Malaki ma Kongo: la festa del villaggio

In lin­gua kikongo MALAKI sig­nifica fes­ti­val, ker­messe. Diver­sa­mente da Matanga, che ha per radice tanga (canto) e che dura due giorni, Malaki ha per radice laki (data o pro­gramma), e gli uomini si preparano di con­seguenza ad una festa che dura da una a due set­ti­mane, ossia otto giorni sec­ondo il cal­en­dario kongo, per il quale la set­ti­mana non ha che quat­tro giorni (nsila, bukonzo, mpika, tsaba).
Ecco allora per noi l'occasione di pre­sentare al pub­blico inter­nazionale la ker­messe made in Kongo.

Il fes­ti­val pro­pone spet­ta­coli inediti ispi­rati dalla ricca tradizione del ter­ri­to­rio africano. Vivere, man­giare, bere, par­lare come ai buoni vec­chi tempi della verginità cul­tur­ale, quella di prima dell'arrivo dei Por­togh­esi. Riper­cor­rere il tempo all'indietro e ricor­darsi di Ngoma ya Kongo, il tam­buro da festa che accom­pa­g­nava i campi pieni di grilli e la fan­fara delle rane per incitare la danza not­turna degli ingoiavento.
MALAKI MA KONGO è il ritorno alle orig­ini attra­verso la magia del teatro: fuoco da campo, cori di tam­buri, rul­lio di sonagli, scatti e tremorii per­chè la vita stessa si dimena e volteggia in una trance sconosci­uta, il valzer fre­netico di pelli nere sotto la notte illu­mi­nata dalle luc­ci­ole.
Vivi­amo tutto questo così, degu­s­tando biyoki, la birra di canna da zuc­chero e d'ananas, mbulu e ntsamba, il vino di palma,  tutte spezi­ate con la kola, in pol­vere e in grani, e per­chè no: anche di mundion­dio, antica radice dal gusto vanigliato.
Cre­di­amo infatti nel rival­oriz­zare le radici cul­tur­ali africane - por­tan­dole alla luce anche dalle numerose men­zogne rac­con­tate in pas­sato per fini colo­nial­is­tici e di schi­av­itù - per ricon­quistare la fidu­cia nell'identità dei popoli africani, che solo così potranno guardare al futuro con fidu­cia e ottimismo: solo radici pro­fonde e rad­i­cate pos­sono far crescere alto l'albero.

Il primo e l'ultimo spet­ta­colo del fes­ti­val si svol­gono sem­pre intorno ad un grande fuoco.

Malaki ma Kongo a Bassano (VI) - 2002

Malaki ma Kongo a Bas­sano (VI) - 2002

Creazione

Cre­ato iln3 Aprile, 1991 a M'foa-Brazzaville, Repub­blica del Congo, Malaki ma Kongo si è pre­sen­tato dap­prima come fes­ti­val che pro­muove la cul­tura orig­i­naria dell'Africa pro­fonda ed eterna, attra­verso spet­ta­coli di vario genere.  Il suo asse por­tante tut­tavia é sem­pre stato il teatro.
Sebbene si ispiri alla cul­tura Kongo, che vuole fare conoscere ed apprez­zare, il fes­ti­val é aperto alle cul­ture del mondo…
La sua speci­ficità è che all'apertura e alla chiusura di ogni edi­zione gli aper­i­tivi con­tengono prodotti locali Kongo (o Africani, se si preferisce), come il vino di palma, lo zuc­chero di canna, arance, banane,  succo di zen­zero e amuse-gueule (cola, radici, pla­tano fritto, le arachidi, frutta di stagione).

Malaki ma Kongo è un fes­ti­val "prèt â porter" capace di muoversi non solo da un Paese all'altro, ma anche da un con­ti­nente all'altro.

Conferenza durante il festival Malaki ma Kongo a Bassano (VI)

Con­ferenza durante il fes­ti­val Malaki ma Kongo a Bas­sano (VI)

Malaki ha giá conosci­uto la parte­ci­pazione di artisti e di uomini di cul­tura dei due Congo, dell’Angola, del Camerun, della Zam­bia, della Fran­cia, del Ghana, della Guadalupa, di Santo Domingo, del Sud Africa e dell’Italia.
Già molto presto, Malaki si è ben svilup­pato negli ambi­enti sco­las­tici e uni­ver­si­tari, nelle assem­blee reli­giose, come anche nelle grandi comu­nità o in quelle delle mino­ranze etniche alla ricerca della conoscenza dell'Africa pro­fonda.
Ha sper­i­men­tato il tur­ismo etico del ritorno alle orig­ini, e orga­niz­zato delle conferenze-dibattito, delle escur­sioni, pel­le­gri­naggi, spet­ta­coli, delle cene spe­ciali, espo­sizioni, sem­i­nari, ate­lier di ricerca e di iniziazione, ecc.

CECILE, Haiti

CECILE, Haiti

Sto­ria

MBONGUI MALAKI MA KONGO  è frutto atipico della relazioni cul­tur­ali inter­nazion­ali Nord/Sud degli anni '80. Il bilan­cio di tali relazioni è risul­tato neg­a­tivo, per­ché queste non hanno potuto rin­un­ciare ad un sis­tema di scambi inter­nazion­ali fondato da un lato sulla log­ica del “dic­tat” del più forte, dall’altro sui rap­porti priv­i­le­giati e per­son­al­iz­zati con capi di stato e gruppi di potere.
Sony Labou Tansi, uno dei part­ner priv­i­le­giati delle relazioni cul­tur­ali Francia/Africa degli anni '80, rias­sume tali scambi in questi termini :

"La coop­er­azione è una scat­ola di Pan­dora, e noi non abbi­amo ancora trovato la chi­ave per aprirla".

Malaki  cerca di rap­p­re­sentare questa chi­ave, che osi­amo pre­sentare all'umanità affinchè

l'uomo cessi di essere lupo all'uomo.

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