1995

Quinta edizione :

La Conferma di Malaki

press 1995

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Tenutasi a Brazzaville dal 10 al 16 luglio, la quinta edizione corrispose ad un’analisi concentrata dei cinque anni di vita del festival. La dimensione artistica aveva rivaleggiato con la dimensione scientifica: dieci conferenze per dodici spettacoli alternativamente svoltisi al CFRAD ( Centro di Ricerca e di Formazione d’Arte Drammatica) e al centro culturale Sony LABU TANSI. I temi delle conferenze molto variegati misero l’accento sulla riconversione delle mentalità. Tra gli interventi, E. NGAMPAKA, Nzey Van MUSALA e MASENGO MA MBONGOLO insistettero sul prendere in conto la dimensione culturale all’interno di tutto il progetto di sviluppo e miglioramento dei termini di scambio Nord-Sud.

La novità arrivò dalle attività para-culturali. Sa-ra SAMBA, si dette da fare per rammentare teoricamente e praticamente la Box dei Faraoni. E di lì proseguì attraverso le sue ricerche nello stabilire delle similitudini fra la Box dei Faraoni e il pugilato Kongo.

Subito dopo, G. Batekisa ci informò sull’evoluzione delle sue ricerche sulla “limoneterapia del limone Tembe”. A partire da questi limoni egli assicurò sia possibile curare una cinquantina di malattie: dalla malaria ai morsi di serpente e… a poco costo.

Fra gli altri “La porta aperta della fulminologia” di Itous Ibara affermò che il fulmine: è l’alfa e l’omega della vita. O che chi dice fulmine dice fuoco, egli continuò, e che il fuoco non nuoce se non a chi non rispetta le leggi della natura.

La rivelazione di questa manifestazione fu gouanga Nkunku wa Madami, un intellettuale Kongo nel senso puro del termine, storico, linguista, filisofo e medico. In 60 minuti e in un lari (antica lingua africana) puro, scientifico e accademico, espose il tema «mbutukulu ku Kongo Dia Ntotela», “la pianificazione delle nascite in Kongo”.

Il capofila della terza ondata fu KUVUAMA, che espose la cultura mazuanista. Il pubblico, che aveva seguito attentamente la conferenza, si tenne la sete di sapere se sì oppure no, MATSUA era stato nel paese dei morti o dei viventi?

Dall’Africa del Sud era arrivato MWASI MOSI, che espose sul tema: La lotta contro la politica d’alienazione mentale della gioventù Nera del SudAfrica.

Dopo aver dimostrato le similitudini linguistiche fra le lingue Sudafricane e la lingua Kikongo, egli lanciò il messaggio che aveva riportato dal paese di MANDELA:

“un uomo che perde la propria cultura è come un uomo senza colonna vertebrale, mai la sua economia o le sue idee si potranno realizzare…”.

Sul piano artistico tre belle produzioni teatrali si susseguirono: il C.U. Marabout théâtre di Zaïre con Oluwemi d’Adjumako di Maryse Konde, il Kulu Nsi di Pointe Noire danza con il Regno di Ngoualouba di Bernard Milongo, il Kongo Dia Ntotela con Herb Basse  di Masengo Ma Mbongolo, il Don Bosco théâtre ci meravigliò con Il Processo di Matsua di Côme Mankasa , il teatro dei Tropici era anche presente con Grosso Modo di Fréderic Pambou , senza dimenticare il mini campionato di Boxe dei Faraoni, il Ballet Théâtre Monana e i giochi tradizionali attorno al grande fuoco che ci hanno ricordato la vita ai tempi dei nostri antenati.

 

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